Disturbo della quiete pubblica in condominio

L’art. 659 del Codice Penale prevede che «chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309».

Occorre premettere che la decisione numero 40329, depositata il 30 settembre 2014, i giudici della terza sezione penale della Corte di Cassazione (III Sezione Penale) si sono pronunciati in ordine alla natura giuridica di tale contravvenzione. Infatti, ai fini dell’integrazione del reato in partola – scrivono i gli Ermellini – è necessario che i rumori, gli schiamazzi e le altre fonti sonore indicate nella norma superino la normale tollerabilità ed abbiano, anche in relazione allo loro intensità, l’attitudine a propagarsi ed a disturbare un numero indeterminato di persone, e ciò a prescindere dal fatto che, in concreto, alcune persone siano state effettivamente disturbate.

Il reato in questione è, infatti, un reato di pericolo concreto, nel senso che, sebbene non sia necessaria ai fini della integrazione della fattispecie penale la concreta lesione del bene protetto dalla norma incriminatrice – da individuarsi nel diritto alla quiete nelle proprie occupazioni ed al riposo di una pluralità tendenzialmente ampia ed indeterminata di soggetti e non solo del singolo e ristretto gruppo di individui che per avventura si trovino a soggiornare nei pressi del luogo dal quale originano gli schiamazzi, i rumori o le emissioni sonore – è, tuttavia, necessario che siffatta idoneità potenziale alla lesione di una indeterminata pluralità di persone si presenti e sia dimostrata in termini di concreta sussistenza (per questo, appunto, si parla di reato di pericolo concreto e non astratto).

Ma cosa accade quando il “disurbo della quite avviene in un condominio“?

E’ stato ritenuto che “in relazione a rumori e schiamazzi all’interno di edificio che non ricorre il reato di cui all’art. 659 cod.pen. allorquando i rumori arrechino disturbo ai soli vicini occupanti un appartamento limitrofo, all’interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio cui è inserita detta abitazione ovvero trovantisi nelle zone circostanti, non producendosi, in tali ipotesi, il disturbo, effettivo o potenziale, della tranquillità di un numero indeterminato di soggetti, ma soltanto di quella di definite persone, sicché il fatto, se del caso, può costituire illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma giammai assurgere a violazione penalmente sanzionabile (Cass. n. 1406/1997; Cass. n. 45616/2013; Cass. n. 23529/2014), anche se in concreto soltanto alcune persone se ne possano lamentare: Cass.. n. 47298/2011”.

Pertanto,  risulta necessario la concreta idoneità della condotta ad integrare il reato di disturbo al riposo o alle occupazioni di un numero indeterminato di persone, secondo una valutazione da compiere realisticamente ex ante ovvero a priori (Cass. pen. n. 7748/2012; n. 44905/2011; n. 246/2007).

In virtù degli anzidetti principi, è stata affermata:

  • da un lato, la penale responsabilità del condomino, anche sulla base dell’intervento effettuato dai Carabinieri nel frattempo allertati dagli altri condòmini, i quali, nottetempo, hanno avuto la percezione di <<un forte rumore causato dall’audio della televisione, così alto che dalla strada si distinguevano chiaramente le parole pronunciate nel programma tv>> (Cass. n. 28670/2017)
  • dall’altro, che il “rumore di biglie che rotolano e in colpi ripetuti>> provenienti da un appartamento in condominio, non è stato ritenuto disturbo, in considerazione del fatto che “la propagazione effettiva dei rumori, consistiti “nel rumore di biglie che rotolano e in colpi ripetuti” che affinchè la condotta possa considerarsi penalmente rilevante, debbono estendersi, se non all’intero stabile condominiale, comunque ad una parte consistente di esso che vada oltre i soli locali attigui alla fonte dacui dette emissioni provengono>> (Cass. n. 30156/2017).

Il discrimine, quindi,  tra la condotta delittuosa e quella non penalmente rilevante è dato dalla potenziale percepibilità dei rumori, infatti, se questi sono tali da arrecare disturbo unicamente agli occupanti di un appartamento all’interno del quale sono percepiti e non anche ad altri soggetti abitanti nel medesimo condominio o in zone circostanti, il reato deve ritenersi escluso.

Viene da chiedersi pertanto come possano esprimersi i Giudici di Piazza Cavour in relazione all’ “accettazione da parte del condominio” (tout court inteso) di un programma di giornate, orari e spettacoli che, facenti parte del regolamento stesso, possano recare disturbo a taluni occupanti di un appartamento e non -evidentemente!- ad altri.  Di certo il reato deve, per quanto detto alinea, ritenersi non configurabile.

Sarà compito del giudice eventualmente civile quello di enucleare attraverso l’esame del caso di specie, se sia possibile verificare nel concreto l’attitudine, ancorchè solo potenziale, della fonte sonora di arrecare, oltre il limite della normale tollerabilità (quindi con utilizzo di sistemi di captazione e di personale perito), la lesione dei predetti “beni” concerna una ridotta ed numericamente ben individuata categoria di soggetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *